year

2026

duration

60′

by

Marco D’Agostin

with

Arianna Brugiolo, Marco D’Agostin

dramaturgy

Marco D’Agostin

scientific advice

Andrea Chiloiro – Boschilla

in collaboration with

Boschilla and Palens

thanks to

CollettivO CineticO

commissioned by

Kepler-452

in the frame of

Convergenze

Il passo del cervo

[IT]

Marco D’Agostin ha trascorso 10 giorni e 10 notti a Campolo, un borgo dell’Appennino bolognese – 50 abitanti secondo le stime dell’anagrafe, 14 seconda la ricostruzione della signora Loredana. Con il tutoraggio filosofico e politico di Andrea Chiloiro (Collettivo Boschilla) e la complicità della danzatrice Arianna Brugiolo, D’Agostin ha camminato, conversato, osservato e ascoltato i paesaggi e gli abitanti dei comuni di Grizzana Morandi, Camugnano e Castiglione dei Pepoli, prestando attenzione ai fenomeni dello spopolamento e del ripopolamento. Ne Il passo del cervo – un reportage in forma di performance costruito nel corso di un breve periodo di prove all’Arena del Sole – l’Appennino prende parola e si rivolge ai propri abitanti, raccontando lo spopolamento non come cronaca di una perdita, ma come osservatorio sui processi lenti e complessi con cui un territorio cambia forma. A metà tra una lettera d’amore e una conferenza sulla danza, Il passo del cervo ipotizza che abitare un luogo sia paragonabile a una pratica coreografica: un continuo esercizio di apparizioni, scomparse e ritorni che riguarda le persone, le specie viventi, i saperi, i gesti e i paesaggi.

 

[EN]

Marco D’Agostin spent 10 days and 10 nights in Campolo, a small village in the Bolognese Apennines — 50 inhabitants according to official registry estimates, 14 according to Mrs Loredana’s own count. With the philosophical and political guidance of Andrea Chiloiro (Collettivo Boschilla), and in collaboration with dancer Arianna Brugiolo, D’Agostin walked, talked, observed and listened to the landscapes and inhabitants of the municipalities of Grizzana Morandi, Camugnano and Castiglione dei Pepoli, paying particular attention to the phenomena of depopulation and repopulation. In The deer’s step — a performance-reportage developed during a short rehearsal period at Arena del Sole Theatre — the Apennines speak and address their inhabitants, recounting depopulation not as a chronicle of loss, but as a vantage point from which to observe the slow and complex processes through which a territory changes shape. Halfway between a love letter and a lecture on dance, Il passo del cervo suggests that inhabiting a place can be compared to a choreographic practice: a continuous exercise in appearing, disappearing and returning, involving people, living species, forms of knowledge, gestures and landscapes.

Tour

2026

July 29th, Campolo (IT)

September 25th, Teatro Arena del Sole, Bologna (IT)

year

2026

duration

60′

by

Marco D’Agostin

with

Arianna Brugiolo, Marco D’Agostin

dramaturgy

Marco D’Agostin

scientific advice

Andrea Chiloiro – Boschilla

in collaboration with

Boschilla e Palens

thanks to

CollettivO CineticO

commissioned by

Kepler-452

in the frame of

Convergenze

Il passo del cervo

[IT]

Marco D’Agostin ha trascorso 10 giorni e 10 notti a Campolo, un borgo dell’Appennino bolognese – 50 abitanti secondo le stime dell’anagrafe, 14 seconda la ricostruzione della signora Loredana. Con il tutoraggio filosofico e politico di Andrea Chiloiro (Collettivo Boschilla) e la complicità della danzatrice Arianna Brugiolo, D’Agostin ha camminato, conversato, osservato e ascoltato i paesaggi e gli abitanti dei comuni di Grizzana Morandi, Camugnano e Castiglione dei Pepoli, prestando attenzione ai fenomeni dello spopolamento e del ripopolamento. Ne Il passo del cervo – un reportage in forma di performance costruito nel corso di un breve periodo di prove all’Arena del Sole – l’Appennino prende parola e si rivolge ai propri abitanti, raccontando lo spopolamento non come cronaca di una perdita, ma come osservatorio sui processi lenti e complessi con cui un territorio cambia forma. A metà tra una lettera d’amore e una conferenza sulla danza, Il passo del cervo ipotizza che abitare un luogo sia paragonabile a una pratica coreografica: un continuo esercizio di apparizioni, scomparse e ritorni che riguarda le persone, le specie viventi, i saperi, i gesti e i paesaggi.

 

[EN]

Marco D’Agostin spent 10 days and 10 nights in Campolo, a small village in the Bolognese Apennines — 50 inhabitants according to official registry estimates, 14 according to Mrs Loredana’s own count. With the philosophical and political guidance of Andrea Chiloiro (Collettivo Boschilla), and in collaboration with dancer Arianna Brugiolo, D’Agostin walked, talked, observed and listened to the landscapes and inhabitants of the municipalities of Grizzana Morandi, Camugnano and Castiglione dei Pepoli, paying particular attention to the phenomena of depopulation and repopulation. In The deer’s step — a performance-reportage developed during a short rehearsal period at Arena del Sole Theatre — the Apennines speak and address their inhabitants, recounting depopulation not as a chronicle of loss, but as a vantage point from which to observe the slow and complex processes through which a territory changes shape. Halfway between a love letter and a lecture on dance, Il passo del cervo suggests that inhabiting a place can be compared to a choreographic practice: a continuous exercise in appearing, disappearing and returning, involving people, living species, forms of knowledge, gestures and landscapes.

Tour

2026

July 29th, Campolo (IT)

September 25th, Teatro Arena del Sole, Bologna (IT)