by

Chiara Bersani and Marco D’Agostin

with

a local performer with disability

sound

Lemmo

produced by

Théâtre Vidy-Lausanne
Rimini Protokoll

co-produced by

VAN

coproducers and local producers

Bunker and Mladi Levi Festival (Slovenia)
Culturgest, Rota Clandestina et Município de Setúbal (Portugal)
Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur (Austria)
Temporada Alta (Spain)
Zona K and Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa (Italy)
Berliner Festspiele (Germany)

SHARED LANDSCAPES

Performance parte del progetto collettivo Shared Landscapes di Caroline Barneaud e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll)

The performance is part of the collective project Shared Landscapes by Caroline Barneaud and Stefan Kaegi (Rimini Protokoll)

[IT]

Shared Landscapes è un progetto collettivo ideato e curato da Caroline Barneaud (Théâtre Vidy) e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), che hanno invitato Chiara Bersani, Marco D’Agostin e altri 8 artisti provenienti da Paesi e discipline artistiche diverse a creare una performance in un ambiente naturale. Dal primo pomeriggio al tramonto, gli spettatori camminano insieme attraverso campi e foreste per scoprire sette brevi spettacoli, sette variazioni sul paesaggio: performance sonore tra gli alberi, sculture musicali viventi, audio-tour coreografici, folli picnic, conferenze filosofiche e documentari viventi…

 

Chiara Bersani e Marco D’Agostin sul loro intervento:

“Il paesaggio è un’immagine ai cui bordi sta il corpo. Per alcuni di noi (Marco fa parte di questa categoria di persone), l’immagine del paesaggio è un invito ad entrarvi, a penetrarlo; corrisponde dunque ad un desiderio di cui si può sempre discutere la realizzabilità. Per altri di noi (Chiara fa parte di questa seconda categoria), il paesaggio è un’immagine rara che chiede al corpo di essere solo guardata, scegliendo la miglior posizione da cui farlo. Per nessuno, però, il paesaggio è solo una cartolina: è sempre un luogo impervio, pieno di pericoli; in altre parole, un luogo a cui non tutti possono accedere.

Esistono sistemi di traduzione e racconto (per parole, immagini, suoni) che gli esseri umani mettono in campo per raccontare il paesaggio a chi non vi si può addentrare, per dar conto di una natura che rimane lontana dalle possibilità di essere osservata e toccata da vicino; di queste modalità di rappresentazione ci interessa mettere in luce da un lato la crudeltà e dall’altra la possibilità che diventino strumenti per una complicità tra i corpi: il racconto di un paesaggio è sempre un tentativo di prossimità.

Nell’intervento che abbiamo pensato per Shared Landscapes ci sono corpi e paesaggi che intendiamo far dialogare tra loro: il corpo di un performer disabile – scelto di volta in volta all’interno della comunità artistica del luogo che ospita il progetto -, il corpo degli spettatori – che intendiamo sollecitare e invitare a posizionarsi e riposizionarsi in relazione al paesaggio e alle questioni che esso solleva – e il corpo di chi non è lì con noi, qualcuno che possiamo solo immaginare. Questi corpi si muovono tra tre paesaggi: uno fittizio (un’immagine dai contorni ben definiti dentro i quali occorre trovare spazio per l’immaginazione); il paesaggio naturale che circonderà di volta in volta gli spettatori (con le sue caratteristiche specifiche e le sue ostilità); infine il pianeta Terra –  paesaggio dei paesaggi -, quello che può essere osservato e raccontato solo un astronauta, l’unico essere umano finalmente appagato nel desiderio di vedere tutto.”

 

[EN]

Shared Landscapes is a collective project ideated and curated by Caroline Barneaud (Théâtre Vidy) and Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), who invited Chiara Bersani, Marco D’Agostin and other 8 artists coming from different countries and backgrounds to creare a performance in a natural environment. From early afternoon to sunset, spectators walk together through fields and forests to discover seven short performances, seven variations on landscape: sound performances among trees, living musical sculptures, choreographic audio-tours, crazy picnics, philosophical lectures and living documentaries…

 

Chiara Bersani and Marco D’Agostin on their performance:

“The landscape is an image at the edges of which lies the body. For some of us (Marco belongs to this category), the image of the landscape is an invitation to enter it, to penetrate it; it therefore corresponds to a desire whose realisability can always be debated. For others of us (Chiara is part of this second category), the landscape is a rare image that asks the body to just look at it, choosing the best position from which to do so. For no one, however, the landscape is just a postcard: it is always an impervious place, full of dangers; in other words, a place that not everyone can access.

There are systems of translation and narration (through words, images, sounds) that human beings put into play to tell the landscape to those who cannot enter it, to account for a nature that remains far from the possibility of being observed and touched up close; of these modes of representation we are interested in highlighting on the one hand the cruelty and on the other hand the possibility that they become tools for a complicity between bodies: the telling of a landscape is always an attempt at proximity.

In the intervention we devised for Shared Landscapes, there are bodies and landscapes that we intend to make dialogue with each other: the body of a disabled performer – chosen from time to time from within the artistic community of the place hosting the project -, the body of the spectators – whom we intend to solicit and invite to position and reposition themselves in relation to the landscape and the questions it raises – and the body of someone who is not there with us, someone we can only imagine. These bodies move between three landscapes: a fictitious one (an image with well-defined contours within which we need to find space for imagination); the natural landscape that will surround the spectators from time to time (with its specific characteristics and hostilities); and finally the planet Earth – the landscape of landscapes -, the one that can only be observed and narrated by an astronaut, the only human being finally fulfilled in his desire to see everything.”

Tour

2024

June 8th – 9th, Zona K, Milano (IT)

June 15th – 16th, Zona K, Milano (IT)

June 29th – 30th, Lisbon (PT)

July 6th – 7th, Lisbon (PT)

July 13th – 14th, Lisbon (PT)

August 22th/25th, Ljubljana (SI)

October 5th – 6th, Girona (ES)

October 12th – 13th, Girona (ES)

2023

May 14th, Chalet-à-Gobet, Lausanne (CH)

May 21st, Chalet-à-Gobet, Lausanne (CH)

May 28th, Chalet-à-Gobet, Lausanne (CH)

June 4th, Chalet-à-Gobet, Lausanne (CH)

June 11th, Chalet-à-Gobet, Lausanne (CH)

June 18th, Chalet-à-Gobet, Lausanne (CH)

July 7th, 8th, 9th, Festival d’Avignon, Avignon (FR)

July 11th, 12th, 13th, Festival d’Avignon, Avignon (FR)

July 15th, 16th, Festival d’Avignon, Avignon (FR)

August 19th – 20th, Berliner Festspiele, Berlin (DE)

August 26th – 27th, Berliner Festspiele, Berlin (DE)

September 2nd – 3rd, Berliner Festspiele, Berlin (DE)

September 9th – 10th, Berliner Festspiele, Berlin (DE)