[ITA]

Marco D’Agostin è un artista attivo nel campo della danza e della performance. Per il suo lavoro come autore ed interprete gli sono stati attribuiti numerosi riconoscimenti: il Premio UBU 2018 come miglior Performer Under 35, il Premio Gd’A Veneto 2010, la Segnalazione Speciale al Premio Scenario nel 2011, il Premio Prospettiva Danza 2012, il Teatro Libero di Palermo Prize al BEFEstival e il secondo premio al concorso (Re)connaissance di Grénoble nel 2017.

Dopo una formazione disarticolata con maestri di fama internazionale (Claudia Castellucci, Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Rosemary Butcher), consolida il proprio percorso sia come interprete (per la Socìetas Raffaello Sanzio, Alessandro Sciarroni, Tabea Martin, Liz Santoro tra gli altri) che come autore (i suoi lavori circuitano dal 2010 ad oggi in tutta Europa).

La sua poetica è fluida, dinamica, in adattamento continuo.

Nella sua ricerca riecheggiano frequentazioni con gli atlanti geografici, l’opera di M. P. Shiel, i cataloghi di creature estinte e le iconografie generate da video più o meno visualizzati su Youtube. Questioni ricorrenti nei suoi lavori sono il funzionamento della memoria, la febbre d’archivio e l’intrattenimento come forma di una specifica relazione tra spettatore e performer.

Nella scrittura coreografica l’orecchio è teso alla lezione di Amelia Rosselli in poesia: “Quanto alla metrica poi, essendo libera essa variava gentilmente a seconda dell’associazione o del mio piacere. Insofferente di disegni prestabiliti, prorompente da essi, si adattava ad un tempo strettamente psicologico musicale ed istintivo.”.

L’opera d’arte alla quale è più affezionato è The Disintegration Loops I di William Basinski.

[ENG]

Marco D’Agostin is an artist active in the fields of dance and performance. He has been acknowledged with several prizes in Italy and Europe: among them the UBU Award as Best Performer Under 35 (the most prestigious prize for theatre in Italy) and the secondo prize at the (Re)connaissance contest in Grénoble.

After a disjointed education with internationally reknown masters (Claudia Castellucci, Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Rosemary Butcher among others), he strengthens his skills both as performer (working for Socìetas Raffaello Sanzio, Alessandro Sciarroni, Tebea Martin, Liz Santoro among others) and maker (his works have been touring in Europe since 2010).

His poetics is fluid, dinamic, constantly adapting.

At the moment it resonates with visions from atlases, books by M. P. Shiel, catalogues of extinct creatures and iconographies generated by videos on Youtube. Recurring themes in his projects are memory operation, archive fever and entertaining as form of a specific relation between spectator and performer. 
The choreographic devices he creates pay debt to the lesson that italian poet Amelia Rosselli gave about writing: “Concerning metrics, being it free it used to vary according to associations or to my own pleasure. Annoyed by preset schemes, overflowing from them, it used to adapt to a tempo that was psychological, musical and instinctive”.

The piece of art he’s more attached to is The Disintegration Loops I by William Basinski.